MA LA LEGISLATURA NON E' FINITA?
Mercoledì diciassette gennaio la Camera dei Deputati si riunisce per concedere il via libera al finanziamento degli interventi dell’imperialismo italiano all’estero: tra questi ne spiccano di nuovi.
In particolare in Niger, ed in generale nell’Africa saheliana, saranno impegati – per il solo primo semestre centoventi uomini – che diventeranno 470 a regime – centotrenta mezzi terrestri, e due mezzi di trasporto merci e truppe, per un impegno totale, per il solo 2018, di Euro 30.050.995,00.
Indiscrezioni giornalistiche affermano che, ad approvare il provvedimento, saranno il Partito Democristiano, Forza Italia, e Alternativa Popolare, anche la sua componente che è tornata con la destra radicale; contrarie saranno le formazioni che compongono Liberi e Uguali e il Movimento 5 Stelle.
A chi scrive sembra che un impegno economico di tali dimensioni non possa essere considerato parte della “ordinaria amministrazione” per cui la Legge borghese prescrive la sopravvivenza dell’esecutivo a Camere sciolte.
Ci si chiede perché, dopo venti giorni dalla fine della legislatura, debba tornare a riunirsi un ramo del Parlamento: a rigore di logica, essendo stato sciolto, esso non dovrebbe più esistere, né tanto meno svolgere alcuna attività.
Se noi accantoniamo per un attimo il fatto che il voto in questione costituirà un pericoloso precedente di inciucio tra Forza Italia di Silvio Berlusconi ed il PD del suo figlioccio politico Matteo Renzi: l’unica utilità che proviene da questa vicenda è rappresentata dall’ennesima prova in base alla quale la formazione politica di Matteo Renzi (PD) è totalmente estranea all’area alla quale ha la pretesa di appartenere.
Bosio (Al), 12 gennaio 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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